mercoledì 20 giugno 2012

La mancata presenza sul web costa 1,5% punti del PIL alle imprese italiane

Come al solito l’atto di accusa verso il nostro paese è l’handicap digitale nei confronti delle economie occidentali più avanzate ma anche nei confronti di quelle economie rampanti del sud est asiatico. Un handicap testimoniato anche a suo tempo da Corrado Calabrò, già presidente dell’Autority per le Telecomunicazioni , il quale sottolineò come questo ritardo nella diffusione della banda larga e nell’implementazione di strategie di marketing sul web da parte delle piccole e medie imprese italiane costasse almeno un punto e mezzo in termini di prodotto interno lordo.

Calabrò nel bilancio del suo mandato presentato al Senato aveva messo in evidenza come ci fosse scarsa consapevolezza in Italia dell’importanza delle tecnologie digitali proprio laddove sarebbero un indispensabile ausilio alla ripartenza dello sviluppo. Mancanza di consapevolezza certo, ma anche mancanze strutturali che contraddistinguono il nostro paese rispetto ai paesi capofila.

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Teoria che era subito stata fatta propria da Carmine Pappagallo, dirigente Insem società di marketing digitale il quale ha sottolineato come i numeri collochino l’Italia in fondo alle classifiche per quanto riguarda la presenza in rete. Ogni cento abitanti esistono soltanto 21 linee in banda larga e solo un risicato 4% delle piccole e medie imprese affida alla rete i propri prodotti, ben poche poi sono quelle che si affidano con convinzione allo strumento del web marketing per dare una spinta supplementare alle proprie campagne pubblicitarie.

Sotto accusa ancora la televisione che, nonostante la relativa diffusione di strumenti di connessione mobile che sempre più penetrano il mercato, drenerebbe troppa parte delle risorse dedicate alla promozione.

Questo benché siano evidenti i vantaggi derivanti dall’e-commerce il quale  comporta rilevanti risparmi nei costi di gestione. Un impulso a  questo punto potrebbe arrivare dal decreto del Ministro Passera che si propone a partire dalla pubblica amministrazione di cancellare il divario digitale che separa l’Italia dall’Europa tramite l’istituzione di un’apposita Agenzia.

giovedì 14 giugno 2012

Le aziende in internet e l'importanza di esserci

Ormai nel mondo moderno degli affari appare imprescindibile per incrementare il volume degli affari intraprendere la scelta di aprirsi al mondo di Internet e al web marketing anche per le aziende che trattano i campi più tradizionali.

Lo dimostrano gli investimenti fatti da tutte le grandi aziende non solo nella pubblicità tradizionale ma sempre più in tutti i campi di applicazione di essa nel web. Il tentativo è non tanto quello di bombardare il potenziale cliente di messaggi ma quello di farsi trovare dal cliente.

Un fenomeno che investe tutto il mondo dell’impresa, dai giganti fino ai piccoli commercianti che aprono una vetrina web per allargare la propria clientela a qualcosa più dello spazio del proprio quartiere.

Se il 50% degli italiani per decidere un acquisto cerca informazioni su internet non può non essere importante non presentarsi adeguatamente in rete, questo anche se poi l’italiano medio non compra in rete, spegne il computer e si presenta in negozio. Ma il sito è pur sempre stato la causa del contatto…

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I vantaggi della presenza in rete sono differenti a seconda dei settori, ma non esserci può divenire elemento di discredito. Se proprio non si pensa ai vantaggi, non esserci può diventare un fattore di esclusione.

Così il sito servirà ad attrarre una clientela diversa da quella fisicamente più prossima, ma servirà anche a mantenersi in contatto con la clientela, informandola e fidelizzandola con lo strumento dell’e-mail marketing, il tutto senza contare che al cliente si da un servizio: l’informazione sui nostri prodotti e servizi senza costringerlo a venire di persona e senza impegnare grossi budget.

Esiste poi la risorsa del commercio elettronico, la possibilità di vendere a distanza abbattendo ogni limite teorico al volume degli affari ed entrando in un’arena planetaria di concorrenza.

martedì 5 giugno 2012

Pinterest: una nuova frontiera per il web-marketing

Una delle ultime novità nel mondo del web marketing è Pinterest, un social network incentrato sulla condivisione di immagini e interessi che nel primo scorcio del 2012 ha più che raddoppiato i propri utenti raggiungendo la ragguardevole quota di 11 milioni. Dopo poco tempo Pinterest si è imposto all’attenzione delle aziende come strumento promozionale di grande efficacia.

Sostanzialmente Pinterest permette ai suoi utenti di caricare e catalogare immagini e video di proprio interesse. Questo social network si differenzia da facebook per il fatto di spostare il centro dell’interesse dalla persona al topic: ognuno sulla sua bacheca può appuntare con una “pin” un'immagine che l’abbia colpito particolarmente per poi catalogarla e descriverla nel proprio “dashboard”. Uno strumento che ha il suo punto forte nell’impatto visivo e del quale in Italia non molti hanno saputo cogliere le potenzialità.

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Gli Stati Uniti come al solito sono la frontiera più avanzata del marketing e anche stavolta mostrano la strada. Negli States i creativi si servono di Pinterest per avviare le loro campagne di web marketing ma molto più semplicemente anche chi ha un negozio vi trova uno strumento formidabile di promozione.

Molti infatti sfruttano Pinterest per dare stimolo al proprio e-commerce costruendo un negozio sul web grazie alla condivisione delle immagini dei propri prodotti. Se nella descrizione dell’immagine il venditore inserisce il simbolo della valuta il sistema automaticamente cataloga l’oggetto come merce in vendita. Ogni oggetto può essere collegato ad un link e questo rende fondamentale l’utilizzo di tecniche SEO per favorire il migliore posizionamento sui motori di ricerca.

Quello che più conta è che questo strumento ad oggi consente di impostare una campagna di web marketing a vantaggio del proprio brand praticamente a costo zero. Per ora l’Italia insegue ma c’è da scommettere che anche da noi non ci metteranno molto a capire le potenzialità di Pinterest.